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L’IMPORTANZA DEL MICROCHIP

di Elena Zucchetti

L’importanza del microchip per i nostri amici a quattro zampe: obblighi di legge, utilità e sanzioni

Il microchip è un dispositivo fondamentale per garantire la sicurezza e la tracciabilità dei nostri animali domestici. Non si tratta solo di un gesto d’amore e responsabilità per facilitare il ricongiungimento in caso di smarrimento, ma di un vero e proprio obbligo sancito dalla legge.

Di seguito viene spiegato tutto quello che c’è da sapere su scadenze, procedure e conseguenze per chi non si adegua alle normative.

A cosa serve il microchip?

Se un cane o un gatto vengono smarriti, il veterinario o le autorità competenti possono leggere il codice del dispositivo tramite un apposito lettore. Questo permette di risalire immediatamente al legittimo proprietario, garantendo un ritorno a casa sicuro e veloce per l’animale.

Cosa dice la legge per i cani: tempi e obblighi di iscrizione

L’inserimento del microchip e la successiva registrazione dei cani seguono precise scadenze temporali:

  • Entro i primi due mesi: l’inserimento del microchip va eseguito tassativamente entro i primi due mesi di vita del cane.
  • Iscrizione all’Anagrafe Canina: i proprietari sono obbligati a iscrivere l’animale all’Anagrafe Canina Regionale entro il 60°-70° giorno di vita, oppure entro 15 giorni dal momento in cui viene adottato.
  • Cambio di residenza: in caso di trasferimento in un’altra regione, città o semplicemente a un nuovo indirizzo, è obbligatorio recarsi presso l’Anagrafe Canina Regionale di riferimento per segnalare la variazione e aggiornare i dati del cane.

Focus gatti: cosa prevede la normativa?

Mentre per i cani l’obbligo è nazionale e consolidato, la regolamentazione per i felini domestici si sta allineando progressivamente attraverso il Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia (SINAC):

  • Obbligo a livello regionale: l’identificazione e l’iscrizione all’anagrafe sono già obbligatorie in diverse regioni (come Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Campania) per i gatti di casa, per quelli nati o ceduti dopo determinate scadenze locali, e per tutte le colonie feline registrate.
  • Obbligo per i viaggi all’estero: a livello nazionale, il microchip è sempre obbligatorio per tutti i gatti che devono viaggiare all’estero, poiché è il requisito indispensabile per il rilascio del Passaporto Europeo per animali da compagnia.
  • Registrazione volontaria: nelle regioni in cui non è ancora scattato l’obbligo totale, i proprietari possono comunque scegliere di inserire il chip e registrare il proprio gatto su base volontaria presso l’Anagrafe Nazionale Felina per garantirne la massima protezione.

Come avviene l’inserimento?

La procedura viene eseguita esclusivamente da un medico veterinario. Il chip, che ha le dimensioni microscopiche paragonabili a quelle di un chicco di riso, viene inserito sottocute tramite una siringa (per il cane sul lato sinistro del collo e per il gatto generalmente tra le scapole). Si tratta di un’operazione rapida, sicura e assolutamente indolore per il nostro amico peloso.

Sanzioni per i trasgressori

Rispettare queste tempistiche e normative regionali è fondamentale anche per evitare spiacevoli conseguenze economiche. Per i proprietari di cani, chi non iscrive il proprio animale all’Anagrafe Canina Regionale rischia infatti una sanzione amministrativa che può andare da € 25,00 a € 150,00. Sanzioni pecuniarie simili o più severe si applicano anche nelle regioni in cui è entrato in vigore l’obbligo per i felini.